Felix Baumgartner, velocità supersoniche in caduta libera

Posted on 13 February 2010 by Danilo P.

In molte zone dell’Europa Felix Baumgartner è un nome familiare; il suo nome compare nella via dedicata ai campioni nella città di Vienna; è stato candidato per un Premio Sportivo Mondiale e per due categorie dei NEA Extreme Sports Awards. È anche un illustre portavoce e sostenitore della Wings for Life, fondazione di ricerca no-profit per le malattie del midollo spinale. Tuttavia, nel resto del mondo il suo nome è ancora piuttosto sconosciuto.

“Negli ultimi 50 anni, l’umanità ha compiuto imprese straordinarie: siamo sbarcati sulla luna,” afferma Felix Baumgartner. “È interessante dunque che nessun uomo sia mai riuscito a superare il muro del suono senza l’ausilio di un aeromobile”. Lo spericolato paracadutista austriaco intende sfidare questo dato tentando di diventare il primo uomo ad aver mai raggiunto velocità supersoniche in caduta libera. Nel 2003, Felix è riuscito a sorvolare il Canale della Manica lanciandosi in caduta libera, un’impresa senza precedenti pianificata nei minimi dettagli e che lo ha visto planare sull’oceano veloce ed agile come un uccello. Da quel momento l’attenzione e l’interesse di Felix sono rimasti puntati sulla velocità supersonica, che rappresenta anche il suo Santo Graal, e con il supporto di una squadra composta dai migliori scienziati, ingegneri e dottori internazionali, ora vuole tentare di entrare nei libri di storia e far progredire la ricerca aeronautica.

Nato il 20 Aprile 1969, Felix è cresciuto nella città di Salisburgo (Austria), dove sin da ragazzo agli sport di gruppo ha sempre preferito quelli individuali come il pugilato, l’alpinismo e il motocross. Tuttavia il vero sogno di Felix è sempre stato il volo. Continuava a fantasticare di lanciarsi in paracadute e di pilotare elicotteri; così appena compiuti i 16 anni (età legale per il paracadutismo estremo in Austria), andò dritto al club della sua città. “Dal primissimo istante capii che io ero nato per questo sport”, ricorda il pilota.

Nel periodo trascorso nell’esercito austriaco, Felix ha affinato le sue abilità di paracadutista. Dopo il servizio militare, Felix ha continuato a mantenersi riparando motociclette (“Adoro correre su moto”, commenta sorridendo). Poi, nel 1988, alcuni rappresentanti di una giovane società di Salisburgo chiamata Red Bull contattarono il club locale di paracadutismo per una esibizione acrobatica.

Alla fine degli anni Novanta, Felix intuì di aver spinto al massimo le possibilità del paracadutismo tradizionale, così decise di sviluppare le sue capacità nel volo a vela cimentandosi nel BASE jumping, che consiste nel paracadutarsi da edifici o rilievi naturali. Apprese le conoscenze di base da Tracy Walker, un pioniere del Base jumping che si era trasferito in Germania. Poi un giorno Tracy parlò a Felix del Bridge Day, una manifestazione autorizzata di BASE jumping che attira appassionati di tutti il mondo e che si tiene a New River Gorge, nel West Virginia. “Presi tutti i soldi che avevo, andai ad assistere all’evento e capii che quello era ciò che volevo fare”, racconta Felix. L’anno dopo fu incoronato campione assoluto del Bridge Day Championship. “Sentivo che tutto intorno a me mi diceva, ‘Hey, questo è il mio sport’”, ricorda Felix.

Quando il nuovo millennio era ormai alle porte, Felix era un veterano di questa disciplina, e, come suo solito, era già ansioso di cimentarsi in qualcosa di diverso dalle solite spedizioni. Nel 1999 si è tuffato dalle Petronas Towers di Kuala Lumpur, in Malesia, segnando un nuovo record con il salto più alto del mondo (1.479 piedi; 450 metri circa). Quello stesso anno ha stabilito un record opposto con il più basso lancio con paracadute dalla statua del Cristo Redentore a Rio de Janeiro (Brasile).

Nuovi record, riconoscimenti e imprese straordinarie si sono susseguite senza sosta, una dopo l’altra. Felix ha messo a segno un altro primato mondiale quando nel 2004 è stato decretato il primo uomo a essersi lanciato in paracadute dal ponte più alto del mondo, il Millau Bridge in Francia (1.125 piedi; 343 metri circa), e quando il Taipei 101 divenne l’edificio più alto del mondo (1.667 piedi; 508 metri circa), si tuffò anche da lì. In questa sua costante ricerca di nuove esperienze, Felix è atterrato con il suo parapendio anche all’interno della Cava di Mamet, in Croazia, una grotta profonda 623 piedi (190 metri circa).

Oggi, tuttavia, l’impresa più straordinaria di Felix rimane il suo “volo” in caduta libera attraverso il Canale della Manica, senza l’ausilio di un motore o di un velivolo. Il progetto definitivo ha richiesto tre anni di lavoro per lo sviluppo di una speciale ala in fibra di carbonio. Quando, il 31 luglio 2003, Felix si è lanciato da un aereo a 32.808 piedi di altezza (10.000 metri) su Dover (Inghilterra), a proteggerlo dalle estreme condizioni ambientali (-40°C) c’erano solo una tuta speciale ed un casco. Attaccate alla schiena del pilota c’erano l’ala aerodinamica con un’apertura di 1,8 metri, la bombola di ossigeno e il paracadute. Nonostante un aggrovigliamento iniziale da cui è riuscito a liberarsi, Felix è riuscito a toccare una velocità di ben 220 miglia orarie (354 km/h) prima di rallentare a una velocità “di crociera” di circa 135 miglia orarie (217 km/h), e discendendo in una caduta libera di 22 miglia (35,40 km) sulla città di Calais (Francia), in appena sei minuti.

Al momento dell’atterraggio, le dichiarazioni rilasciate alla BBC dal primatista austriaco avevano la firma inconfondibile di Felix Baumgartner: “Lassù sei totalmente solo. Ci sei solo tu, il tuo equipaggiamento, la tua ala – e le tue capacità. È fantastico”.

Dopo la traversata della Manica, Felix era già alla ricerca della sua prossima nuova avventura. Ha deciso non solo di sfidare questo primato, ma anche di tentare di rompere la barriera del suono. “Riuscire a fare il salto più alto è un’impresa fantastica, ma il record a cui aspiro in assoluto è quello di diventare il primo uomo a infrangere il muro del suono in caduta libera”, ha commentato Felix. Per questa spedizione Felix si è sottoposto a un corso intensivo di aeronautica e sta seguendo un duro programma di allenamento, simile a quello dei piloti collaudatori e degli astronauti. “Seguiamo attentamente le indicazioni degli esperti, ma poiché siamo partiti da zero nella progettazione di questa missione, a volte siamo costretti a ricominciare tutto dall’inizio”, afferma. “Secondo me, la cosa migliore è potenziare più che posso le mie abilità nel più breve tempo, esaminare le informazioni dei nostri scienziati e dottori, e assicurarmi di non avere alcuna incertezza. Ma a un certo punto dovrò alzarmi in piedi, indossare il paracadute, e dire, ‘Sono pronto!’.

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