Elisa Rigaudo

Posted on 17 November 2009 by Admin

Foto di Enrico Basili

L’atleta cuneese delle Fiamme Gialle a Pechino in cerca del grande colpo. Una medaglia che in effetti ha dato lustro ad una carriera impeccabile.

L’emozioni e l’intervsta  di Riccardo Delfino, proprio prima delle Olimpiadi… dove ha conquistato il bronzo!

La semplicità con cui Elisa mette a proprio agio l’interlocutore è semplicemente disarmante. Medaglia di bronzo agli Europei di Goteborg 2006, esponente di spicco dell’atletica italiana, una delle ragazze a cui si chiede di gonfiare il medagliere dell’Olimpiade cinese, ben sapendo che contro certi mostri sacri  non sarà facile compiere l’impresa: potrebbe benissimo comportarsi da “diva”, e invece è una ragazza semplice ed educata, che si presta volentieri al gioco delle domande, ben conscia che il suo carattere è un punto di forza e non una facciata di comodo per le grandi occasioni. Nata a Cuneo 28 anni fa, ha scelto la strada più difficile per affermarsi a livello sportivo. Con le montagne vicino a casa probabilmente sarebbe stato più semplice intraprendere la via sciistica «Ma la passione per la marcia si è rivelata da subito troppo forte per non seguirne il richiamo» ci rivela in pomeriggio torinese di sole. L’abbiamo incontrata a Torino, presso la palestar Wellness, dove in occasione di uno degli Open Day di M4S ci ha gentilmente omaggiato della sua presenza. Neanche il tempo di mettere piede all’ingresso che un suo super tifoso chiede una foto ricordo. «Una sensazione assai strana, non sono molto abituata, almeno in Italia, ad essere riconosciuta. Solitamente gli sport che rendono popolari sono altri». Non è polemica la sua: semplicemente una constatazione di chi conosce i limiti e i pregi della propria attività. Piedi ben piantati per terra, Elisa sa bene che la sua grande occasione è questa Olimpiade tanto bistrattata, alla quale in tempi non sospetti si chiedeva persino agli atleti di non partecipare per boicottare il governo cinese, «Ma chi lo chiede non capisce l’importanza di una tale evento per chi pratica uno sport come la marcia. È una vetrina che capita soltanto ogni quattro anni: non possono chiedermi di sacrificare tutto il lavoro di preparazione sin qui svolto a meno di due mesi dall’evento.  Sport e politica in questi casi non vanno mischiati, a parer mio». Parte subito forte la bionda ragazza di Cuneo, sposata e in attesa di mettere su famiglia una volta che l’attività agonistica sarà terminata: «Per ora mi godo le mie passioni, che sono anche altre oltre la marcia: lo sci, l’alpinismo e… mio marito, con cui cerco di passare più tempo possibile nonostante i numerosi impegni».

Il sogno nel cassetto, nemmeno tanto nascosto poi, è ben fisso nella sua mente «Ho l’età giusta per partecipare da protagonista alle gare, sia per quello che riguarda la gestione mentale che fisica. Ho capito quanto la concentrazione sia importante anche nella marcia e ho lavorato parecchio su questi aspetti. Poi, la giornata storta capita a tutti, anche se purtroppo non sai quando e come si presenta. In più le condizioni climatiche di Pechino non sono propriamente favorevoli per la fatica dei 20 chilometri che ci aspettano. Certo che però poter arrivare ad una medaglia non sarebbe male. Lo spirito olimpico dice che “l’importante è partecipare” e sono d’accordo, ma questo non preclude che portare a casa un buon risultato non  mi faccia piacere». Non teme i cosiddetti atleti da laboratorio di cui tanto si parla e va decisa anche sull’argomento doping: «Non capisco chi ragiona così poco sugli effetti collaterali nell’assumere medicine e porcherie chimiche, solo per fregare un collega che se più bravo e meglio preparato dovrebbe essere legittimamente consacrato. Io personalmente non sono disposta a scendere a compromessi e non firmerei nessun “patto col diavolo” in cambio di una medaglia. Non è nel mio carattere. Sono abituata a conquistarmi le cose con il sudore e con le mie forze, anche per una questione di coscienza, non ci dormirei la notte se fregassi una collega». Un’integrità morale che le ha riconosciuto anche tutta la vallata in cui vive, rappresentata dalla Comunità Montana delle Valli di Gesso e Vermenagna, che l’ha scelta come testimonial per esportare i valori, comuni, della gente di chi vive sapendo che il lavoro, se ben fatto, alla fine ripaga sempre. Noi siamo fiduciosi, Elisa, perchè noi sappiamo quale lavoro hai fatto per arrivare sino a qui.

www.elisarigaudo.it
Foto www.enricobasili.com

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