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Massimo Braconi

Posted on 06 October 2009 by Sara P.

FOTO: DAMIANO LEVATI

Come mai la scelta di un ambiente così particolare come le Isole Svalbard? Ogni viaggio nasce dalle emozioni di un momento. Nella mia carriera ho preso parte a molte spedizioni. Mi sono avventurato nelle nevi dell’Australia, dell’Alaska, della Cina. Ho solcato le montagne degli Stati Unita, del Canada, della Patagonia… Ma era molto tempo che io e Damiano volevamo fare un viaggio in una zona semi inesplorata, fare un’esperienza particolare dove unire alla bellezza della sciata il senso dell’avventura che accompagnava gli esploratori di un tempo lontano.

Massimo Braconi

Per vivere un viaggio così estremo occorre molta sintonia con il compagno, com’è stato condividere spazi ed emozioni con Damiano Levati? Damiano e io lavoriamo assieme da molti anni. Soprattutto siamo amici e condividiamo ogni esperienza senza problemi. Soprattutto tra noi c’è totale fiducia e completa sintonia. Questo tipo di rapporto è fondamentale quando decidi di intraprendere determinate spedizioni. I rischi e le condizioni che ti puoi trovare ad affrontare sono tali per cui il compagno di viaggio può rivelarsi di vitale importanza.

Massimo Braconi

Le difficoltà maggiori che avete dovuto affrontare? Le difficoltà maggiori, dal punto di vista fisico, le abbiamo incontrate negli spostamenti: trainare la pulca, la slitta su cui avevamo stoccato tutto il materiale di cui necessitavamo per i 20 giorni di viaggio (tende, sacco a pelo, fornelletto, vettovaglie, cibo, indumenti, attrezzatura…), era davvero faticoso, soprattutto quando dai zero metri sul livello del mare, ai piedi del fiordo, dovevamo intraprendere le risalite che ci avrebbero portato ai valichi per attraversare le zone interne, arrivando di norma sui 1000/1200 metri di media. Sul piano psicologico, era invece davvero provante non avere un punto d’arrivo: attorno a noi solo distese bianche, mare, ghiaccio… Dovevamo concentrarci e continuare a camminare tutto il giorno, senza vedere niente e nessuno. Anche il fatto che il giorno alle Isole Svalbard durasse 24 ore, rendeva il senso del nostro viaggio ancora più surreale e faticoso dal punto di vista emotivo.

Massimo Braconi

Quali emozioni hai portato a casa? Ogni viaggio ti lascia un bagaglio emozionale immenso, in cui convivono le sensazioni più controverse. Sicuramente ricorderò per tutta la vita il nostro incontro con gli orsi polari, maestosi e letali: erano l’incarnazione perfetta di tutta la forza e l’essenza della natura. Sapevamo che se ci avessero fiutato avremmo corso un grave pericolo, ma eravamo in una situazione di favore e non abbiamo resistito al fascino di osservare il loro solenne cammino per alcuni minuti, in silenzio. Le Svalbard rimarranno per sempre nella mia mente per le sensazioni forti che trasmettono. Tutto è accentuato: dall’isolamento, allo spettacolo e alla bellezza delle natura, alle difficoltà della vita.

Massimo Braconi

Progetti per il futuro? In cantiere molti… in Asia, ma non voglio dire nulla di più! Scaramanzia.

Un consiglio per i più intraprendenti… come avvicinarsi a esperienze di questo tipo, che preparazione occorre? Ci sono molti modi per visitare le Svalbard, se però si ha in mente di intraprendere un viaggio come il nostro, non si può pensare di prenderlo alla leggera. È indicato solo per coloro che hanno una buona preparazione atletica di base. Inoltre è indicato solo a coloro che hanno la capacità di adattarsi alle esigenza del viaggio stesso e dell’esperienza che si sta per vivere. La preparazione fisica e la predisposizione psicologica diventano fondamentali per vivere questo tipo di esplorazioni.

Massimo Braconi

Qual è la tua esperienza sportiva? Sono un freerider professionista.  Un alpinista. Un viaggiatore. Sono uno che vive la montagna a 360°, dai viaggi in alta quota, come l’Himalaya, alle discese sugli sci in tutto il mondo.

CREDITS: FOTO DAMIANO LEVATI

www.massimobraconi.com

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