La giovane alpinista vicentina era volata giugno scorso in Pakistan per tentare la salita al Broad Peak e al Gasherbrum I e portare così a quota “6” gli ottomila conquistati. Gli ultimi giorni prima della partenza di una spedizione alpinistica in Himalaya sono sempre ricchi di tensione ed emozione. Ed è così che Cristina Castagna ha vissuto la sua partenza per un’altra impresa alpinistica sopra gli 8000 metri.
Ma le sue vette si son fermate lungo la discesa dal Broad Peak.
Cristina Castagna, l’alpinista vicentina di 31 anni, ha perso la vita cadendo in un crepaccio mentre discendeva la vetta himalaiana di 8.047 metri. Cristina aveva superato il campo 4 quando su una lastra di ghiaccio, sotto gli occhi del suo compagno di spedizione Gianpaolo Casarotto, è improvvisamente scivolata e caduta in un crepaccio.
Cristina Castagna era una alpinista esperta e faceva parte del Salewa alpineXtrem Team, aveva conquistato già diverse vette himalaiane come lo Shisha Pangma nel 2004, il Gasherbrum II nel 2005, il Dhaulagiri nel 2007 e il Makalu espugnato lo scorso anno.

“Anche per questa spedizione ho lavorato molto per migliorare la mia condizione fisica” aveva commentato Cristina Castagna prima della partenza “soprattutto dopo l’incidente del settembre scorso quando durante un allenamento ho avuto una lesione al legamento del ginocchio”. Uno stop forzato e ampiamente superato come dimostrato da un test realizzato un mese fa: “Con alcuni amici ho compiuto la traversata delle Piccole Dolomiti, da Rialto (sopra Castelvecchio Vicentino) al rifugio Lancia, oltre 17 ore di camminata con 3.000 metri di dislivello e 36 chilometri di sviluppo”.
E se dal punto di vista fisico tutto sembra essere perfetto, anche sotto il profilo dell’equipaggiamento ogni dettaglio è stato valutato attentamente. Infatti, Cristina ha ricevuto da Salewa la nuova dotazione di capi d’abbigliamento, e tra questi spicca la tuta d’alta quota della nuova linea alpinextrem PRO.

El Grio, questo il soprannome di Cristina, aveva ricevuto la tuta da Gianluca Coneglian, General Manager Sales & Marketing di Salewa Italia , in occasione dell’apertura del punto vendita Valli Sport a Schio, in provincia di Vicenza e nell’occasione aveva presentato al pubblico la sua spedizione con Gianpaolo Casarotto, suo fidato compagno di cordata nelle avventure himalaiane.
“La tuta è stata progettata e costruita utilizzando i tessuti più innovativi che il laboratorio di ricerca Salewa analizza costantemente” ha commentato Heike Steinbauer, product manager linee tecniche abbigliamento Salewa “e siamo certi che la nostra testimonial apprezzerà il contenuto tecnologico del nuovo abbigliamento”.
In particolare la tuta vede l’applicazione di tessuti rip-stop leggeri e resistenti nei punti delicati come ginocchia e gomiti, e l’imbottitura con piuma 90/10 distribuita in base alle reali necessità di calore sul corpo. Importante la dotazione delle cerniere che devono consentire l’apertura della tuta in base alle varie necessità ed alle tasche, studiate per posizione, numero e dimensioni, per soddisfare tutte le richieste avanzate dagli atleti.

“Sono emozionata come fosse la prima volta” aveva concluso Cristina “mi sono preparata bene e sono fiduciosa di poter conquistare entrambe le vette”.
Un entusiasmo che colpisce anche nel silenzio.
“Non piangete cari amici perchè io sono e rimango una sognatrice , sarò sempre con voi”
….Dalle pagine del suo sito che lei stessa scriveva quotidianamente: www.elgrio.net







